Monday, January 07, 2008

così vicini, così lontani



-io lo sposo...
-Sei a questo punto?. Mi disse Laura alzando gli occhi e sgranandoli un poco. avevo capito che dietro la sua domanda c'era anche detto, ma sei proprio così tanto innamorata?.
Sono innamorata, pensai. Eravamo sedute di fronte, avevamo le scrivanie che si toccavano, attrezzato sul nostro piano da lavoro un variopinto casino. Sembravano le scrivanie di due quindicenni invece che la postazione di lavoro di due segretarie commerciali. Tutti oggetti strani e particolari, le penne che suonavano mentre scrivevi, il nastro adesivo profumato e oggettini d'argento, di quelli che prendono facilmente polvere e molto poco utili.
Tutto il giorno appiccicavano etichette, contattavano fornitori, e parlavano
come se fossero sulla torre di Babele... Di solito si occupavano dei clienti
inglesi e tedeschi, di rado quelli francesi, erano antipatici... Laura
sempre al telefono con gli spagnoli...
Si conoscevano da tre anni, sempre faccia a faccia sempre contente del loro lavoro, avevano conosciuto un sacco di gente strana e tante belle persone con tutti i pacchi che spedivano ogni giorno. Spedivano oggetti di ogni genere, l'impresa per cui lavoravamo l'aveva tirata su la famiglia di Andrea, l'uomo di cui si era innamorata. Sarebbe potuta sembrare sempre la solita storia fra il principale e la sua segretaria, ma non era così. Io non era innamorata del suo lavoro, era innamorata di lui. Era buono, onesto e serio. Uno di quegli uomini che credono ancora nella fedeltà e nel rispetto, che credono nei valori della famiglia.
- Sì, Laura mi sono innamorata. E questa volta è diverso dal resto che è stato fin'ora. Non ho mai pensato seriamente a un uomo come in questo momento... Sai come sono fatta... Li ho sempre fuggiti con tutto il mio cuore, col corpo un po' meno. E non ho mai permesso di invadere il mio territorio. Ora mi piacerebbe, che lo trovassi a casa, magari intento a legger un libro nel mio studio fra la puzza dei colori e il caos dei miei fogli. Lui non ama l'arte, forse non la capisce, e non ama nemmeno leggere. Ogni volta che deve leggere più di due pagine si addormenta. Dice che gli si stancano gli occhi e perde la concentrazione. Me lo immagino perso tra le mie cose. Vorrei che entrasse nel mio mondo, lo vorrei tanto, non sarei gelosa se accadesse. E io vorrei entrare nel suo mondo.
- Cara la mia Giorgia, questa volta si vede che è diverso, si vede distante un miglio. Sai da che cosa si nota? Da come ti muovi, da come gesticoli al telefono. Sei stata sempre una con la capoccia fra le nuvole. Quante volte mi hai messo etichette in posti sbagliati o hai parlato in tedesco a un cliente francese?
- Lo sai che i francesi sono seccanti... A volte lo faccio di proposito. Sì, è vero, sono diventata più attenta... Non mi sbaglio più con i codici a barra adesivi, li attacco tutti sul lato giusto della busta...
Ti ripeto, è diverso... Hai mai provato i brividi sfiorandoti solo... Ora è estate e capita più spesso che ci si trovi vicini con le braccia... Ho provato i brividi l'altro giorno quando eravamo in ascensore insieme... Lo so che è troppo diverso da me. Io sono sempre caotica e vulcanica nelle mie cose... Lui pacato e misurato. E poi è chiuso nella sua vita...
Provo sensazioni strane quando sono con lui, quando ci dobbiamo occupare dei nuovi progetti commerciali... La sua sola vicinanza mi provoca tremiti.
Mi alzai e andai alla finestra, era tanto che non provavo sensazioni così strane, era da tanto tempo che non mi sentivo così... E avevo voglia, per la prima volta in vita mia, di metter su famiglia. Una famiglia di quelle classiche, a cominciare dal matrimonio. Uno di quelli con la chiesa piena di fresie e ginestre, sono i fiori che mi piacciono di più, pensai. E poi vorrei un vestito bianco, le damigelle e lui che mi aspetta all'altare, con la marcia nuziale suonata con l'organo.
- Beh, Giorgia non sognare ad occhi aperti, sposatelo. Vai lì e diglielo che lo vuoi sposare. Vedi che ti risponde.
- Non essere stupida Laura, tu a Massimo lo diresti? Anche tu sei cotta di lui. Hai gli occhi a cuore quando ti chiama, ma è diverso per te e lui, almeno ogni tanto uscite insieme. Io mi devo accontentare di vederlo quando lavoriamo, o quando organizziamo le cene tutti insieme. Ma sai che la tua idea poi non è così strampalata. Piombo nel suo ufficio, vestita solo di codici a barre adesivi -sai che dolore poi quando me li toglie- e gli dico "Quasi quasi ti sposo!". e poi devo scappare via prima che mi tira qualcosa dietro.
- beh sicuramente vestita di codici a barre saresti molto sexy!!!!
E ci mettemmo a ridere.
Non so proprio cosa fare, mi dissi, devo trovare un modo per raggiungerlo e
andare a colpo sicuro. Perché veramente ne vale la pena.

1 comment:

berso said...

Come vorrei essere stato in lui...vederti arrivare con la tua cartelina e quei codici a barre dappertutto.....passarti tutta con la luce fioca del laser.....se non è amore questo.
Bella davvero