Sunday, March 19, 2006

Il carciofo romanesco

La primavera è alle porte... i carciofi romaneschi sono nelle cassette degli ortolani!
in questo periodo sono anche a buon prezzo nei mercati e dagli ortolani. Con pochi euro te ne porti via una decina.
Pulire i cariciofi potrebbe sembrare un'impresa ardua e poco felice. Innanzi tutto lo scarto è tanto, ma alla fine l'operazione non è poi così difficile. Io l'ho imparato guardando mia madre che li cucina credo da sempre. Innanzi tutto bisogna procurarsi una bacinella con dell'acqua acidulata dal succo di un bel limone, facendo attenzione a conservare le due metà del frutto, e cominciare a togliere i petali duri andando verso il centro: questa operazione si affina con l'esperienza perché spesso dipende dal suono che fanno i petali quando si spezzano. Dovrebbe essere netto, comunque bisogna togliere petali finché non appaiono quelli più chiari e quindi anche più teneri. con un coltello affilato bisogna togliere le estremità superiori cercando con il taglio di arrotondare la forma. Poi bisogna sbucciare il gambo e tagliarlo a circa quattro dita dal bocciolo. A questo punto si strofina una metà del limone conservato su tutto il cariciofo e lo si immerge nell'acqua acidulata. Così si procede per tutti i caricofi che si è deciso di cucinare.
A questo punto cucinare i carciofi è solo questione di gusto. la cucina romana riporta nella sua tradizione due metodi: alla giudia e alla romanesca. nella prima maniera vengono fritti interi in abbondante olio extravergine di oliva cercando durante la cottura di allargarli con la forchetta. E' una ricetta gustosissima, ma bisogna avere il talento di renderli croccanti e non unti...
La seconda ricetta è sicuramente più facile con dei tempi di cottura un po' lunghi.
bisogna allargare il carciofo, sbattendolo leggermente ai lati, e riempirlo di un trito fatto di aglio, sale, prezzemolo e mentuccia romana. Si mettono capolovolti in un tegame e si coprono per un terzo di olio extravergine di oliva e con acqua fino a coprirli. Si cuociono a fuoco lento senza toccarli fino a quando l'acqua non si è ritirata.

10 comments:

berso said...

c'è un post per te!

rosso fragola said...

come...Ancora non avevo visto questo blog?
Adesso lo curioso in su e giù.
La passione per la cucina ci unisce a quanto vedo ma...La matematica...Ahhh...Tasto dolente...
Bene, pensiamo alla tavola, ciao!!!

rosso fragola said...

anche a me piacciono molto i carciofi e li cucino spesso con il trito come spieghi tu ma non li adagio capovolti nella pentola, li metto in piedi.
Ciao!

Francesca said...

effettivamente farli alla giudia croccanti e non unti non è cosa da poco...ma l'altro metodo è un must:)

veronica said...

alla giudia c'ho provato una sola volta e preferisco mangiarli al ristorante... i migliori li cucina BEtto e Mary, a Roma, quartiere alessandrino!

Cenzina said...

Ciao Vero!!
Senti, stavamo pensando a organizzare una blogger-pizza, leggi qui:
http://ilcuoreeunafrattaglia.splinder.com/post/7583868/Aggregazioni+%28spontanee%29
Vieni??
Besos,
S

Juliette Godart said...

Spiegazione estremamente accurata. Grazie!

violacea said...

adoro i carciofi in tutte le salse. Ho proprio qui una ciotolona di carciofi romani nonostante io abiti in zona di un'altra dop di carciofi..ma questi erano bellissimi.Anche imbottiti sono buonissimi, con mollica di pane, aglio, olive e quello che vuoi...
Ciao!!!

venere said...

Mamma mia... Certo che se leggeo questa stupenda spiegazione mi risparmiavo un bel po' di lavoro! D'altra parte mia mamma i carciofi penso proprio non li abbia mai puliti: ma dopo questa lezione glie lo insegno io!!!! Grazie!

veronica said...

beh anche io alla mia mamma ho insegnato tante cose!